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mercoledì 21 giugno 2017

Omaggio a Francis Debyser

Francis Debyser ( si pronuncia la er finale)  assieme a Jean - Marc Caré introducono negli anni 70' la simulazione globale nei loro corsi di formazione presso il BELC ( Bureau pour l'enseignement de la Langue et de la Civilisation française). Riscuotono un grande successo sia per l'aspetto ludico della pratica che per i risultati ottenuti. La simulazione globale fa parte, ai giorni nostri, delle pratiche correnti della didattica delle lingue, nel FLE in particolare , anche nelle formazioni del francese su obiettivi specifici.






Scegliete uno scenario rappresentato da un luogo come ad esempio un condominio, un hotel , un circo, un'isola ...
Fatelo immaginare agli studenti. Dov'è ? Com'è ? Chi lo frequenta o chi vi abita ?
Se l'insegnante predispone lo scenario di partenza saranno poi gli allievi a costruirne il contesto e a farlo vivere. E la vita dei personaggi rappresenterà il pretesto per creare situazioni di comunicazione sempre nuove. Scambi verbali ma anche scritti di quel mondo virtuale. Ma quel mondo virtuale mette in scena le stesse interazioni che si usano nella vita reale.
Comunicazione in situazione, creatività, interdisciplinarità, intercultura, partecipazione attiva degli studenti questi sono alcuni degli atouts della simulazione globale.
Grazie Debyser !

martedì 22 marzo 2016

" Le parlécrit" un modo per approcciarsi all'orale ?

" Le parlécrit" è il linguaggio dei textos  o  sms. Per i ragazzi ( e non solo) oramai è diventata una consuetudine. Come lo dice la parola è un misto di orale e scritto o meglio una trascrizione dell'orale che utilizza simboli, punteggiatura , numeri e lettere. Puo' essere utile alla didattica o puo' solo generare confusione ? Credo che ci si possa servire per una  didattica dell'orale. ( anche se i suoni non corrispondono alla trascrizione fonetica che troviamo nei dizionari i quali a volte , riportano delle pronuncie in disuso è il caso di un  )




 
Una maniera per rendere piu' consapevoli della pronuncia specialmente quando le lingue allo scritto si assomigliano ed è il caso del francese-italiano. Aiuta a sbarazzarsi di certi automatismi come (je ) io pronunciato in continuazione come io ho ( j'ai ), oppure di / da (de) pronunciato come degli ...o  dado, appena, baldacchino.
E`un modo per ricordarsi costantemente che il nostro alfabeto malgrado la somiglianza non è come il loro , la nostra <u >puo' voler dire dove , la loro invece si avvicina molto di piu' a <you>. E' un modo  per mettere in evidenza quanti suoni si assomiglino seppur si scrivano - in  contesto formale e non - in maniera differente.




Bande annonce de Quand on a 17 ans - André Téchiné


I ragazzi si sentiranno piu' coinvolti dalla lingua che imparano perché è quella condivisa dai loro coetanei , è quella che fa gruppo, che distingue. Va da sé che impareranno subito <anif > piuttosto che anniversaire ma tra i due c'è un passo in confronto a compleanno.

Usare le abbreviazioni confrontate con la scritttura formale si' ,  scegliendo quelle " vantaggiose", quelle cioè che spiegano in qualche modo la pronuncia e sono utili a togliere l'automatismo della lingua madre.
Ai puristi  si drizzeranno i capelli foneticamente <de> non è <deux> ci passa uno stuzzicadente, ma pronunciare <de> all'italiana ci passa una trave.

Dunque per le parlécrit :

de = 2

E quella p di sept sempre pronunciata ?
Cette/cet = 7

Neuf come nove o come nuovo =  9


Cosa succede di <un> confuso con <une> e viceversa e quante volte s'incontra il suono di <un> ?


à  lundi =  @l'1di  ( a loro piace l' arobase) 
matin    =   mat1

aucune = oQn.   
Ops qui c'è la enne come mai ? !
 Le lettere dell'alfabeto s'imparano per forza Q infatti si pronuncia come ? Be' lasciamo perdere e infine < au > è definitivamente una o.

Certo siamo un po' lontani dalle trascrizioni fonetiche scolastiche e molto piu' vicini alla poesia surrealista.

Er finale oppure e (non accentuata tra due cons.) sempre pronunciate  ? Vediamo se ora va meglio :

acheter = HT. La acca si dice ? e la  ti invece ?

<Ai> come si pronuncia ? E italiana che loro scrivono anche ..... una <di> è una <de> :
aider = éD


Il primo racconto pubblicato in parlécrit è stato PA SAGE a` TABA ( passage - ma anche non buono - à Tabac) un racconto contro il tabagismo, di Phil Marso.

Una poesia : <Itali> ( italie) dedicata al nostro paese , ci capite qualcosa ?

       Sono <al dente> per la Commedia dell'Arte di cosa e di chi parlerà mai ? 

Se volete saperne di piu' sul parlécrits :




Ma nessuna paura la scrittura la corrispondenza tradizionale non è scomparsa:










domenica 7 febbraio 2016

La mediateca per i ragazzi

Scoprire libri, autori e giocare con loro è una delle prerogative di questi percorsi della BnF ( Bibliothèque numérique pour enfants)  che si trovano nel suo < cabinet de curiosités > :


La libreria  gratuita e digitale di CANOPÉ, libri scritti o sonori, accompagnati da schede pedagociche , suggerimenti di film da guardare o  documentari , link verso la vita degli autori . Per ragazzi dai 10 ai 14 anni, consigliato a tutti.